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Progetti di inclusione

PAI - Piano Annuale per l'Inclusività 2017-18

L’inclusione è ciò che avviene quando “ognuno sente di essere apprezzato e che la sua partecipazione è gradita” (Centre for Studies on Inclusive Education)

Il Piano Annuale Inclusione è uno strumento programmatico predisposto dal Gruppo di Lavoro per Inclusione, approvato dal Collegio Docenti e inserito nel POF di ogni istituzione scolastica.

La realizzazione dell’inclusività impone infatti che Il GLH di Istituto si evolva in G.L.I. ( Gruppo di lavoro per l’inclusione) ed estenda le sue funzioni su tutti i BES.

La normativa di riferimento

  • 1992 : Legge 104
  • 2009 : Convenzione ONU per i diritti delle persone con disabilità (ratificata in Italia con Legge 03/03/2009, nr.18)
  • 2009: Linee guida per l’integrazione scolastica degli alunni con disabilità (2009)
  • 2010: L. 170/2010
  • 2012: Direttiva del MIUR del 27 Dicembre 2012,” Strumenti d’intervento per alunni con Bisogni Educativi, Speciali, e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”
  • 2013: C.M. n.8 in applicazione a Direttiva BES e successive
  • Note di chiarimento (Nota MIUR 1551 del 27.06.2013 e Nota MIUR 2563 del 22.11.2013) La Direttiva del MIUR sui BES del 27 Dicembre 2012,” Strumenti d’intervento per alunni con Bisogni Educativi, Speciali, e organizzazione territoriale per l’inclusione scolastica”, vede interessati: Alunni disabili; Alunni con DSA (Disturbi Specifici di Apprendimento); Alunni con svantaggio socio-economico, linguistico,culturale (compresi nuovi disagi  studenti di origine straniera), non certificabili o diagnosticabili a livello sanitario.Il concetto di Bisogni Educativi Speciali (BES) si fonda su una visione globale della persona che fa riferimento al modello della classificazione internazionale del funzionamento, disabilità e salute (International Classification of Functioning, disability and health – ICF) come definito dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS, 2002).La sempre maggiore complessità dei nuovi contesti della scuola italiana, dove si intrecciano i temi della disabilità, dei disturbi evolutivi specifici, con le problematiche del disagio sociale e dell’inclusione degli alunni stranieri ha reso ormai improrogabile l’adozione di una didattica che sia ‘denominatore comune’ per tutti gli alunni e che non lasci indietro nessuno: una didattica inclusiva più che una didattica speciale.Va quindi potenziata la cultura dell’inclusione affinchè il sistema di istruzione italiano continui ad essere un luogo di conoscenza, sviluppo e socializzazione per tutti, sottolineandone gli aspetti inclusivi piuttosto che quelli selettivi. L’area dello svantaggio scolastico è molto più ampia di quella riferibile esplicitamente alla presenza di deficit. Ogni alunno, con continuità o per determinati periodi, può manifestare Bisogni Educativi Speciali: o per motivi fisici, biologici, fisiologici, psicologici, sociali, o anche da difficoltà derivanti dalla non conoscenza della cultura e della lingua italiana perché appartenenti a culture diverse. rispetto ai quali è necessario che le scuole offrano adeguata e personalizzata risposta.

 

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